I nuovi criteri ambientali minimi (CAM) per i servizi di pulizia e sanificazione di edifici e ambienti a uso civile e sanitario

(a cura dello Studio Librici)

Pubblicato nella G.U.R.I. n.42 del 19 febbraio 2021, il D.M. 29 gennaio 2021, che entrerà in vigore il 19 giugno 2021 (120 giorni dopo la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale). Con questo decreto, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare adotta i “Criteri ambientali minimi per l’affidamento del servizio di pulizia e sanificazione di edifici e ambienti ad uso civile, sanitario e per i prodotti detergenti” e abroga i precedenti decreti del 24 maggio 2012 e del 18 ottobre 2016.

In particolare il decreto, nell’ambito del Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della Pubblica Amministrazione, adotta:

nell’allegato 1 i criteri riguardanti:

  1. servizio di pulizia di edifici e di altri ambienti ad uso civile;
  2. detergenti per le pulizie ordinarie delle superfici;
  3. detergenti per le pulizie periodiche e straordinarie delle superfici;
  4. detergenti per l'igiene personale;
  5. prodotti in tessuto carta per l'igiene personale;

e nell’allegato 2 i criteri riguardanti:

  1. servizio di pulizia e sanificazione di edifici ed altri ambienti ad uso sanitario.

Regolamento per la cessazione della qualifica di rifiuto da carta e cartone

(a cura dello Studio Librici)

Il 24 febbraio 2021 entra in vigore il Regolamento per la cessazione della qualifica di rifiuto da carta e cartone. Il Regolamento, emanato con il D.M. 22 settembre 2020, n.188 e pubblicato nella GURI n. 33 del 9 febbraio 2021, stabilisce i criteri specifici nel rispetto dei quali i rifiuti di carta e cartone cessano di essere qualificati come tali ai sensi e per gli effetti dell'articolo 184-ter del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.

In particolare, nell’allegato 1 sono indicati i requisiti tecnici di conformità della carta e del cartone recuperati, che devono essere verificati con frequenza almeno semestrale e, in ogni caso, al variare delle caratteristiche dei rifiuti in ingresso.

Il Regolamento prevede l’adeguamento delle attività di recupero in esercizio, entro 180 giorni dalla sua entrata in vigore, tramite l’aggiornamento della comunicazione effettuata ai sensi dell’art. 216 del D. Lgs. n. 152/06; nelle more dell’adeguamento, i materiali recuperati, se conformi ai requisiti prescritti dal Regolamento, possono essere utilizzati per gli scopi specifici indicati all’art. 4 cioè “nella manifattura di carta e cartone ad opera dell'industria cartaria oppure in altre industrie che li utilizzano come materia prima” - allegato 2.

Rifiuti abbandonati in un sito industriale: obblighi del curatore fallimentare

(a cura dello Studio Librici)

Il curatore fallimentare di un sito industriale nel quale sono presenti rifiuti abbandonati mantiene gli obblighi di ripristino e di smaltimento dei rifiuti di cui all’art. 192 d.lgs. n. 152/2006 cui era tenuta la società fallita e i relativi costi gravano sulla massa fallimentare.

In tal senso si è pronunciato il Consiglio di Stato - con la sentenza 26 gennaio 2021, n. 3 - sulla questione posta all’esame dell’Adunanza plenaria al fine di stabilire se, a seguito della dichiarazione di fallimento, perdano giuridica rilevanza gli obblighi cui era tenuta la società fallita ai sensi dell’art. 192 sopra indicato.

L’Adunanza ritiene, infatti, che la posizione di detentore dei rifiuti, acquisita dal curatore dal momento della dichiarazione del fallimento dell’impresa, comporti la sua legittimazione passiva all’ordine di rimozione.

La responsabilità alla rimozione è connessa alla qualifica di detentore acquisita dal curatore fallimentare non in riferimento ai rifiuti, ma in virtù della detenzione del bene immobile inquinato su cui i rifiuti insistono e che, per esigenze di tutela ambientale e di rispetto della normativa nazionale e comunitaria, devono essere smaltiti.

 

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