Attività abusiva di verniciatura e lavaggio automezzi: è inapplicabile l’esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131- bis cod. pen.)

(a cura dello Studio Librici)

 

            Con sentenza n. 44353 anno 2015, Sez. III penale, la Corte di Cassazione, nel confermare la condanna della Corte di Appello per l’esercizio abusivo dell’attività di verniciatura e lavaggio di automezzi con emissioni in atmosfera e scarico di acque reflue senza le prescritte autorizzazioni, esclude l’applicazione, nella fattispecie, della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, prevista dall’art. 131 – bis del cod. pen., recentemente introdotto dal d. lgs. n.28/2015.

            La Suprema Corte, verificata l’applicabilità della nuova disposizione ai procedimenti in corso al momento della sua entrata in vigore, analizza le due condizioni (chiamate anche indici-criteri) richieste, tra le altre, dalla norma per l’esclusione della punibilità: la particolare tenuità dell’offesa, da una parte, e la non abitualità del comportamento, dall’altra. Esse devono sussistere congiuntamente e non alternativamente.

            Nel caso specifico, la Corte di Cassazione considera operante lo sbarramento dell’abitualità del comportamento, in quanto i reati contestati sono legati dal vincolo della continuazione e sanzionati dalla Corte territoriale con una pena superiore al minimo. Esclude, pertanto, a priori una successiva valutazione dei fatti sotto il profilo della tenuità dell’offesa, ritenendo punibile la condotta.

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