Il nuovo Regolamento per la gestione degli pneumatici fuori uso (PFU)

(a cura dello Studio Librici)

Con D.M. 19 novembre 2019, n. 182 del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, pubblicato nella G.U.R.I. n.93 dell’8 aprile 2020, è stato emanato il Regolamento recante la disciplina dei tempi e delle modalità attuative dell'obbligo di gestione degli pneumatici fuori uso, ai sensi dell'articolo 228, comma 2, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, che entra in vigore il 23 aprile 2020.

Il nuovo Regolamento, che abroga i decreti del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare 11 aprile 2011, n. 82 e 20 gennaio 2012, si prefigge di migliorare l’attuale gestione degli PFU introducendo alcune modifiche utili al controllo ed alla funzionalità del ciclo di gestione.

In particolare cambia la definizione di pneumatici: “componenti delle ruote dei veicoli costituiti da un involucro elastico di gomma, rinforzato da tele, reti metalliche o altri materiali, destinato a contenere fluidi in pressione ovvero camere d'aria”, si riduce il contributo ambientale a carico dei consumatori, viene implementato il controllo sul commercio di pneumatici da parte di produttori o importatori non aventi sede legale in Italia, tramite la figura del rappresentante autorizzato - di nuova istituzione - responsabile in solido con i suddetti per l’adempimento degli obiettivi di gestione, si assicura, con regolarità e continuità per l’intero anno solare, la raccolta sull’intero territorio nazionale, da parte di produttori ed importatori, i quali sono tenuti anche a rispondere alle richieste di raccolta dei generatori di PFU secondo l’ordine di arrivo.

Emergenza coronavirus: Indicazioni del Ministero dell'ambiente sulla gestione dei rifiuti urbani e speciali

Emergenza coronavirus: Indicazioni SNPA sulla gestione dei rifiuti urbani

Emergenza coronavirus: Indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità sulla gestione dei fanghi di depurazione

(a cura dello Studio Librici)

 

Dopo le indicazioni ad interim sulla gestione dei rifiuti urbani, L’Istituto Superiore di Sanità con il rapporto n.9/2020 fornisce le indicazioni ad interim sulla gestione dei fanghi di depurazione, al fine di prevenire la diffusione del virus SARS-CoV-2 alla base della pandemia COVID-19 in corso.

Il documento, indirizzato sia ai gestori del servizio idrico integrato, inclusi gli operatori degli impianti di depurazione, sia alle autorità ambientali e sanitarie, descrive le modalità operative per la gestione dei fanghi di depurazione e si conclude con le seguenti raccomandazioni, ritenute conservative dallo stesso Istituto, per l’improbabile rilascio di aerosol – potenziale via di trasmissione del virus – dai fanghi nelle normali condizioni di utilizzo e di lavorazione:

  • Impianti di compostaggio, digestione anaerobica

I tempi e le temperature di trattamento fanno ritenere irrilevante il rischio di trasmissione dell’infezione da SARS-CoV-2.

  • Incenerimento o disidratazione termica

Le condizioni e temperature di trattamento fanno ritenere irrilevante il rischio di trasmissione dell’infezione da SARS-CoV-2.

  • Smaltimento in discarica.

La collocazione in discarica, cioè a giacimento controllato, va effettuata nel rigoroso rispetto delle norme di buona tecnica e di igiene e sanità pubblica all’interno degli impianti e in tutte le fasi di conferimento e utilizzo dei fanghi. In particolare, la raccolta dei fanghi presso gli impianti di depurazione deve avvenire con mezzi meccanici idonei e nel rispetto delle condizioni igieniche per gli addetti a tali operazioni e per l’ambiente, evitando la formazione di aerosol e polveri; il trasporto dei fanghi deve essere effettuato con mezzi idonei ad evitare ogni dispersione durante il trasferimento ed a garantire la massima sicurezza da punto di vista igienico sanitario.

  • Riutilizzo in agricoltura (spandimento o produzione di ammendanti e correttivi)

I fanghi devono essere applicati in linea con le buone pratiche agricole. Per procedere a tale pratica deve essere assicurato il trattamento di stabilizzazione con calce, acido solforico, ammoniaca, soda o una combinazione di questi, digestione anaerobica (mesofila e termofila) o aerobica (mesofila e termofila), la disidratazione termica, l’idrolisi termica con temperatura superiore a 100°C per almeno 20 minuti, la pastorizzazione del fango liquido per un minimo di 30 minuti a 70°C o comunque deve essere garantito un tempo minimo di ritenzione (comprensivo di tempi di trattamenti e stoccaggio) del fango prima dell’utilizzo in funzione delle temperature di trattamento e stoccaggio, in accordo alla formula riportata in Allegato18, assicurando che i fanghi da riutilizzare non siano integrati o miscelati con fanghi trattati che non assicurino le condizioni di ritenzione in impianto come sopra stabilito.

Possono inoltre considerarsi igienizzati fanghi che provengano da impianti di depurazione operanti a ossidazione prolungata in assenza di trattamento primario con tempi di permanenza del refluo nella vasca di ossidazione di almeno 24 ore e tempi di permanenza dei fanghi di almeno 15 giorni e concentrazione di solidi volatili nei fanghi di supero inferiore al 60% dei solidi totali.

Emergenza coronavirus: Indicazioni SNPA sulla gestione dei rifiuti urbani

Emergenza coronavirus: Indicazioni del Ministero dell'ambiente della tutela del territorio e del mare sulla gestione dei rifiuti urbani e speciali

(a cura dello Studio Librici)

 

A seguito delle indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità (rapporto n.3/2020) e del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (doc. del 23 marzo) riguardo alle criticità determinate dall’emergenza sanitaria coronavirus nella gestione dei rifiuti urbani e speciali ed in particolare dei rifiuti sanitari, anche il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, recependo le indicazioni e le raccomandazioni dei suddetti Enti, con circolare del 30 marzo 2020 fornisce indicazioni alle regioni e province autonome che scelgano lo strumento dell’ordinanza contingibile e urgente ex art. 191, d. lgs. 152/2006, per disciplinare forme speciali di gestione dei rifiuti sul proprio territorio.

Tali indicazioni riguardano:

  • l’aumento delle capacità di stoccaggio - D15 (Deposito preliminare) e R13 (Messa in riserva) - e di deposito temporaneo di rifiuti negli impianti,

  • l’aumento della capacità e dei tempi di deposito dei rifiuti urbani presso i centri comunali di raccolta

  • il raggiungimento della capacità termica massima valutata in sede di autorizzazione per gli impianti di incenerimento

  • la modifica temporanea dell’autorizzazione per consentire il conferimento in discarica degli scarti non pericolosi derivanti dal trattamento di rifiuti urbani differenziati ed indifferenziati per i quali non esista disponibilità di destinazioni alternative

  • la possibilità, ove necessario, di smaltimento in discarica dei rifiuti urbani indifferenziati delle abitazioni con soggetti positivi al tampone, in isolamento o in quarantena, nel rispetto delle condizioni indicate nel documento del SNPA.

La procedura relativa alle variazioni sopraindicate dovrebbe essere ricondotta ad una Segnalazione certificata di inizio attività (Scia) ai sensi dell’articolo 19 della L.241/1990, la quale rappresenta la modalità maggiormente semplificata che l’ordinamento italiano conosce per rilasciare titoli abilitativi. Tale segnalazione dovrebbe essere indirizzata all’Autorità competente ai sensi degli artt. 208, 214 e 216 e del titolo III-bis della Parte II del d. lgs n. 152/2006, nonché alla Prefettura, all’Agenzia regionale o provinciale per la protezione dell’ambiente territorialmente competente e ai Vigili del fuoco, e dovrebbe essere accompagnata da una relazione a firma di un tecnico abilitato, che asseveri, oltre al rispetto di quanto indicato nell’autorizzazione in essere, i quantitativi di rifiuti incrementati o le variazioni oggetto della richiesta, e il rispetto delle condizioni indicate nella circolare del MATTM in argomento.

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