Legalità e credibilità ambientale

(a cura dello Studio Librici)

 

Legalità significa rispetto delle leggi. Questo è un principio fondamentale dello Stato di diritto e soprattutto della società civile per lo sviluppo del bene comune.

In campo ambientale, oltre alle leggi, esiste un codice di comportamento, non scritto, dettato dagli uomini e dalla natura. In quest'ambito si fonda la credibilità ambientale di un’impresa o di un ente, come garanzia di successo economico e sociale.

    Essa, infatti, viene riconosciuta tanto dai consumatori, che determinano l’andamento dei mercati, quanto dalla normativa europea e nazionale, che offre ad imprese ed organizzazioni pubbliche e private, ove lo richiedano, la possibilità di ottenere certificazioni e marchi di qualità ambientali a garanzia della loro credibilità.

Ciò vale, ad esempio, oltre che per le già note certificazioni ISO 14001 e OHSAS 18001, anche per la certificazione EMAS (Eco-Management and Audit Scheme – regolamento CE n.1221 del 2010), che individua imprese e organizzazioni impegnate nel miglioramento continuo della propria efficienza ambientale, rendendo pubblici i risultati conseguiti, nonché per il marchio Ecolabel (regolamento CE n.66 del 2010), che individua i prodotti ottenuti con ridotto impatto ambientale, conferendo loro un attestato di eccellenza.

Le certificazioni, quindi, costituiscono:

  • Un vantaggio competitivo generato da una maggiore credibilità e visibilità nel mercato europeo e nazionale per i consumatori, sempre più numerosi, che vogliono contribuire al miglioramento dell’ambiente;
  • Un vantaggio finanziario determinato dalla preferenza per l’assegnazione alle imprese di agevolazioni e finanziamenti in materia ambientale, per l’acquisto di beni e servizi e altro;
  • Un vantaggio gestionale derivante da varie semplificazioni normative in materia di rifiuti, acque, autorizzazione integrata ambientale, controlli, etc…

    È il caso di ricordare al riguardo le disposizioni contenute nella legge 28 dicembre 2015, n.221 (Collegato ambientale alla legge di Stabilità 2016), relative al green public procurement (artt. 16-22), che modificano anche il Codice degli Appalti (D.lgs. 163/2006), al fine di agevolare il ricorso agli appalti cd. “verdi”. Il Collegato Ambientale, in vigore dal 2 febbraio 2016, introduce l’obbligo di inserire i criteri minimi ambientali nelle gare d’appalto per l’acquisto di varie tipologie di beni e per l’affidamento di determinati servizi.

    Viene ridotto, infatti, l’importo della gaanzia sull’offerta nella misura del 30% per gli operatori in possesso di registrazione EMAS e del 20% per gli operatori in possesso della certificazione ambientale UNI EN ISO 14001 e del marchio Ecolabel.

Altra riduzione del 15% riguarda gli operatori che promuovono un inventario di gas a effetto serra o un’impronta climatica di prodotto (modifiche all’art.75 del Codice degli Appalti).

Si tratta di norme che obbligano la pubblica amministrazione a contribuire al raggiungimento degli obiettivi ambientali, in generale, tramite l’inserimento nella documentazione degli appalti delle clausole contrattuali contenute nei decreti di adozione dei relativi criteri ambientali minimi – CAM (rif. D.M. 24 dicembre 2015del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare relativo all’adozione dei criteri ambientali minimi per l’affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione degli edifici per la gestione dei cantieri della pubblica amministrazione e criteri ambientali minimi per le forniture di ausili per l’incontinenza).

    Il Collegato Ambientale interviene, altresì, nel settore di finanziamento alle imprese con le disposizioni dell’art. 17.

Con esso si intende promuovere l’adozione dei sistemi di certificazione e registrazione internazionali, attraverso la preferenza nelle graduatorie per la concessione di contributi, agevolazioni e finanziamenti in materia ambientale, alle imprese in possesso di registrazione al sistema comunitario di ecogestione e audit (EMAS), di certificazione UNI EN ISO 14001, del marchio di qualità ecologica dell’Unione Europea (Ecolabel) e della certificazione ISO 50001, relativa ad un sistema di gestione razionale dell’energia.

L’adesione ai suddetti sistemi internazionali costituisce inoltre un’importante facilitazione per il rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) e per l’allungamento del periodo di validità della stessa, nonché per la dilazione dei controlli (titolo III bis del d.lgs. n. 152/2006).

È evidente, allora, che la ricerca e la pratica della legalità ambientale da parte delle imprese e la conseguente acquisizione di una maggiore sensibilità e credibilità ambientale, riconosciute sia dai consumatori del dalle istituzioni, sia fondamentale per la loro affermazione economica e per l’accesso ai finanziamenti e agli appalti pubblici.

    In tale ottica, lo studio e la valutazione preventiva della normativa ambientale di riferimento e la verifica del rispetto della medesima sono una condizione obbligatoria per l’impresa che voglia tanto garantirsi nei confronti dei controlli istituzionali quanto assicurarsi, al contempo, una maggiore efficienza produttiva e una migliore qualità dei prodotti.

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