Raccolta e trattamento dei rifiuti di rame e di metalli ferrosi e non ferrosi: limite agli illeciti dalla legge 221/2015

(a cura dello Studio Librici)

 

 

L’articolo 30 della legge n.221 del 2015, cosiddetta green economy, in vigore dal 2 febbraio 2016, inserisce all'art. 188 del d. lgs. 3 aprile 2006, n. 152, il comma seguente:

«1-bis. Il produttore iniziale o altro detentore dei rifiuti di rame o di metalli ferrosi e non ferrosi che non provvede direttamente al loro trattamento deve consegnarli unicamente ad imprese autorizzate alle attività di trasporto e raccolta di rifiuti o di bonifica dei siti o alle attività di commercio o di intermediazione senza detenzione dei rifiuti, ovvero a un ente o impresa che effettua le operazioni di trattamento dei rifiuti o ad un soggetto pubblico o privato addetto alla raccolta dei rifiuti, in conformità all'articolo 212, comma 5, ovvero al recupero o smaltimento dei rifiuti, autorizzati ai sensi delle disposizioni della parte quarta del presente decreto. Alla raccolta e al trasporto dei rifiuti di rame e di metalli ferrosi e non ferrosi non si applica la disciplina di cui all'articolo 266, comma 5».

 

È chiara l’intenzione del legislatore di annullare il fenomeno molto diffuso dei raccoglitori abusivi di metalli in generale ed in particolare di rame, il cui traffico, artatamente coperto dalla deroga prevista per il commercio ambulante all’art. 266 comma 5 del d. lgs. 152/06, è sostenuto anche dai suoi costi elevati.

      Si assiste ormai con frequenza quasi giornaliera a furti di cavi di rame da centrali elettriche, di grondaie dai fabbricati e, addirittura, dalle linee elettriche ferroviarie comportanti gravi danni alle strutture ed incidenti spesso mortali per ladri inesperti e sprovveduti. A tali furti fanno da corollario anche maldestre ed improvvisate operazioni di asportazione di metalli e circuiti di raffreddamento da carcasse di frigoriferi con la conseguente diffusione nell’aria di gas refrigeranti particolarmente dannosi per la salute e l’ambiente.

La suddetta novella, invero, è un rafforzamento della disposizione del comma 1, che, stante i suoi riferimenti di carattere generale, vale per tutti i rifiuti, compresi quelli di rame e di metalli ferrosi e non ferrosi:

1. Il produttore iniziale o altro detentore di rifiuti provvedono direttamente al loro trattamento, oppure li consegnano ad un intermediario, ad un commerciante, ad un ente o impresa che effettua le operazioni di trattamento dei rifiuti, o ad un soggetto pubblico o privato addetto alla raccolta dei rifiuti, in conformità agli articoli 177 e 179. Fatto salvo quanto previsto ai successivi commi del presente articolo, il produttore iniziale o altro detentore conserva la responsabilità per l’intera catena di trattamento, restando inteso che qualora il produttore iniziale o il detentore trasferisca i rifiuti per il trattamento preliminare a uno dei soggetti consegnatari di cui al presente comma, tale responsabilità, di regola, comunque sussiste.

    Tuttavia, si è voluto opportunamente sottolineare il problema e si è colta l’occasione per introdurre, per questi rifiuti, il divieto di applicazione della deroga di cui all’art. 266 comma 5 relativa al commercio ambulante dei rifiuti raccolti dalla strada, diversi in genere da metalli od altro che non possa essere rivenduto ad utilizzatori finali su aree pubbliche, in quanto vengono solitamente consegnati a centri di recupero (le disposizioni di cui agli articoli 189, 190, 193 e 212 non si applicano alle attività di raccolta e trasporto di rifiuti effettuate dai soggetti abilitati allo svolgimento delle attività medesime in forma ambulante, limitatamente ai rifiuti che formano oggetto del loro commercio) .

Ciò era stato oggetto di specifiche pronunce della Corte di Cassazione ma questa ulteriore disposizione sgombra il campo da ogni discussione e ricerca di argomentazioni equivoche.  

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