Recupero ambientale con gessi chimici (solfati di calcio) derivanti dal trattamento degli effluenti.

(a cura dello Studio Librici)

 

L’art. 50 della legge n. 221/2015, in vigore dal 2 febbraio 2016, ha modificato l’art. 298 bis del d. lgs. n. 152/06, ampliando la possibilità di utilizzo, ai fini di attività di recupero ambientale, dei gessi chimici derivanti dal trattamento degli effluenti acidi liquidi e gassosi delle lavorazioni industriali.

    Segnatamente, sono stati introdotti i commi 6 bis e 6 ter.

  • Il comma 6 bis consente all’autorità competente, in sede di valutazione di compatibilità ambientale, di non applicare i valori di concentrazione di soglia di contaminazione (CSC) - di cui all’art. 242 del decreto - alle sostanze presenti nei gessi al fine di valutarne la potenzialità di contaminazione, a condizione che essa sia verificata ed esclusa tramite il test di cessione previsto dall’allegato 3 del D.M. 5 febbraio 1998;
  •  Il comma 6 ter contempla la possibilità per l’autorità competente di derogare al limite di concentrazione di cloruri previsto dal l’allegato 3 del D. M. 5 febbraio 1998 ove ciò non sia pregiudizievole per la salute e l’ambiente. 

Si tratta di ampliamenti fondati sulla capacità decisionale dell’autorità competente che, pertanto, dovrà essere messa in condizione di esprimersi sulla richiesta di recupero in fase di valutazione progettuale, attraverso idonea documentazione tecnica e studi giustificativi.

 

L. 28 dicembre 2015, n.221

 

Art. 50

Utilizzo dei solfati di calcio nell'attività di recupero ambientale

 

All'articolo 298-bis di cui alla parte quinta-bis del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, dopo il comma 6 sono aggiunti i seguenti:

«6-bis. Fatto salvo quanto disposto dal decreto del Ministro dell'ambiente 5 febbraio 1998, pubblicato nel supplemento ordinario n. 72 alla Gazzetta Ufficiale n. 88 del 16 aprile 1998, l'autorità competente, in sede di valutazione di compatibilità ambientale, può non applicare i valori di concentrazione soglia di contaminazione, indicati nella tabella 1 dell'allegato 5 al titolo V della parte quarta del presente decreto, agli analiti presenti nei solfati di calcio, ottenuti da neutralizzazione di correnti acide liquide o gassose generati da lavorazioni industriali, utilizzati nell'attività di recupero ambientale, qualora sia dimostrata, secondo le metodiche previste dal citato decreto ministeriale, l'assenza di cedibilità dei suddetti analiti.

6-ter. Fatto salvo l'obbligo di sottoporre i solfati di calcio destinati all'attività di recupero ambientale a test di cessione secondo le metodiche e i limiti di cui all'allegato 3 del decreto del Ministro dell'ambiente 5 febbraio 1998, pubblicato nel supplemento ordinario n. 72 alla Gazzetta Ufficiale n. 88 del 16 aprile 1998, l'autorità competente, nell'autorizzare l'utilizzo dei solfati di calcio, ottenuti da neutralizzazione di correnti acide liquide o gassose generati da lavorazioni industriali, nell'attività di recupero ambientale, può derogare, sulla base delle caratteristiche del sito, alle concentrazioni limite di cloruri di cui al citato allegato 3, qualora tale deroga non costituisca un pericolo per la salute dell'uomo e non rechi pregiudizio all'ambiente».

2. Alla rubrica dell'articolo 298-bis di cui alla parte quinta-bis del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, come modificato dal comma 1 del presente articolo, nonché alla rubrica del titolo I della citata parte quinta-bis sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e solfati di calcio».

 

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