Il Compost non conforme alle specifiche della norma sui fertilizzanti è rifiuto.

(a cura dello Studio Librici)

 

Ancora una conferma dalla Corte di Cassazione sui prodotti fuori specifica ottenuti tramite un processo di recupero.

            Nello specifico, erano stati ceduti gratuitamente ad un’azienda agricola quantitativi di ammendanti compostati misti ottenuti con l’utilizzo di una percentuale di fanghi di depurazione superiore a quella prescritta del 35% dalla norma sui fertilizzanti (in sentenza d.lgs. 29 aprile 2006, n. 217 abrogato dal d. lgs. n.75/2010 e smi). Quindi il processo di recupero finalizzato alla produzione di compost di qualità non poteva ritenersi concluso, essendosi determinata la generazione di un prodotto ancora qualificabile come rifiuto.

Conseguentemente, per la Suprema Corte - sent. Sez. 3 n. 20154/2016 ud. 13/04/2016 - “si configura il reato di smaltimento di rifiuti pericolosi e non pericolosi in difetto dell'autorizzazione prevista dall'art. 208 del d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152, in quanto è applicabile in tal caso la disciplina in materia di recupero dei rifiuti prevista dagli artt. 181 e ss. del citato d.lgs. e non quella in materia di fertilizzanti, prevista dal d.lgs. 29 aprile 2006, n. 217”.

È opportuno ricordare che, oltre alla produzione, anche le altre operazioni (stoccaggio, trasporto, recupero o smaltimento) costituiscono attività di gestione di rifiuti assoggettate alle specifiche diposizioni di cui alla parte IV del d. lgs. n. 152/06.   

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