Il “pastazzo di agrumi” è rifiuto se non è qualificabile come ammendante

(a cura dello Studio Librici)

 

Il cd. “pastazzo di agrumi”, costituito da bucce ed altri residui della lavorazione degli agrumi, in stato di putrefazione o in fermentazione non può essere considerato ammendante vegetale in quanto non conforme al d. lgs. n.75/2010; pertanto la gestione dello stesso rimane assoggettato alla disciplina dei rifiuti di cui alla parte IV del D. Lgs. n. 152/2006 e s.m.i..

Detta disciplina continua ad applicarsi al “pastazzo di agrumi” anche a seguito dell’emanazione dell’art. 41-quater della legge n.98/2013disciplina dell’utilizzo del pastazzo – ancora inapplicabile a causa della mancata adozione, a tutt’oggi, dei due specifici decreti ministeriali - entro 60 e 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge (21 agosto 2013) – finalizzati, uno, alla regolamentazione della produzione, della commercializzazione e dell’utilizzo del pastazzo, l’altro, alla fissazione dei criteri per l’individuazione dello stesso come sottoprodotto e non come rifiuto.

La Corte di Cassazione, Sez. 3^ penale, con sent. n. 7163/2017, infatti, ha ritenuto corretta l’applicazione della norma sui rifiuti “…agli scarti vegetali costituiti da resti di agrumi in stato di putrefazione, non essendo gli stessi qualificabili né come ammendante vegetale semplice, per l'irreversibilità del processo fermentativo, né come ammendante vegetale compostato, attesa la mancanza di un preliminare processo di trasformazione e stabilizzazione.”

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