Centro cinofilo: vasca di raccolta dei reflui derivanti dalla custodia dei cani

(a cura dello Studio Librici)

 

L’attivazione di una vasca di raccolta dei reflui provenienti dall'alloggiamento dei cani priva delle prescritte autorizzazioni in materia di gestione di rifiuti, integra il reato di cui all'articolo 256, comma primo, del D. Lgs. n.152/2006 nel caso in cui lo stoccaggio dei rifiuti avvenga “in mancanza delle condizioni di qualità, di tempo, di quantità, di organizzazione tipologica e di rispetto delle norme tecniche richieste per la configurabilità di un deposito temporaneo ai sensi dell'art. 183, comma primo, lett. m) (ora lett. bb), del medesimo decreto”.

Lo ha sancito la Corte di Cassazione Sez. 7^ penale con l’Ordinanza n.6568/2017, con la quale dichiara inammissibile il ricorso del legale rappresentante di un centro cinofilo, condannato dalla Corte territoriale per avere attivato, senza la prescritta autorizzazione e senza tenere il formulario di identificazione dei rifiuti ed il registro di carico e scarico, lo stoccaggio temporaneo dei rifiuti proveniente dall'insediamento e convogliati in una vasca-deposito della capacità di 3753 litri.

 

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