I veicoli fuori uso non adeguatamente bonificati sono rifiuti pericolosi – sentenza n. 38949/2017 della Corte di Cassazione Sezione 3^ penale

(a cura dello Studio Librici)

I veicoli fuori uso che non abbiano subito appropriate operazioni di bonifica finalizzate alla eliminazione dei componenti pericolosi (olio, liquido freni, batteria, grasso, air bag ed altro) conservano la natura di rifiuti pericolosi anche senza il supporto di specifici accertamenti tecnici od analitici.

Lo ha sancito la Corte di Cassazione Sez. 3^ penale con sentenza n. 38949/2017 del 2 ottobre 2017, riaffermando il principio espresso nella sent. n. 11030 del 5/2/2015, c.d. Andreoni Sez. 3^ penale,

secondo la quale «in tema di gestione di rifiuti, la natura di rifiuto pericoloso di un veicolo fuori uso non necessita di particolari accertamenti quando risulti, anche soltanto per le modalità di gestione, che lo stesso non è stato sottoposto ad alcuna operazione finalizzata alla rimozione dei liquidi e delle altre componenti pericolose». D'altronde, evidenzia la Corte, talune operazioni di bonifica presentano una rilevante complessità e richiedono competenze tecniche e strutture adeguate che non possono essere assicurate da soggetti e centri non qualificati.

Al riguardo vale anche la pena di ricordare quanto previsto dalla normativa specifica:

  • il D. Lgs. n. 209/2003, emanato in attuazione della direttiva 2000/53/CE relativa ai veicoli fuori uso, che all’art. 5 comma 1 dispone:

“1. Il veicolo destinato alla demolizione e' consegnato dal detentore ad un centro di raccolta ovvero, nel caso in cui il detentore intende cedere il predetto veicolo per acquistarne un altro, può essere consegnato al concessionario o al gestore della succursale della casa costruttrice o dell'automercato, per la successiva consegna ad un centro di raccolta, qualora detto concessionario o gestore intenda accettarne la consegna e conseguentemente rilasciare il certificato di rottamazione di cui al comma 6.”

  • il D. Lgs. n. 152/2006 che all’art. 231, relativo ai veicoli fuori uso non disciplinati dal citato D. Lgs. n. 209/2003, come norma di chiusura ai commi 1 e 2 dispone in analogia:

“1. Il proprietario di un veicolo a motore o di un rimorchio, con esclusione di quelli disciplinati dal decreto legislativo 24 giugno 2002, n. 209, che intenda procedere alla demolizione dello stesso deve consegnarlo ad un centro di raccolta per la messa in sicurezza, la demolizione, il recupero dei materiali e la rottamazione, autorizzato ai sensi degli articoli 208, 209 e 210. Tali centri di raccolta possono ricevere anche rifiuti costituiti da parti di veicoli a motore.

2. Il proprietario di un veicolo a motore o di un rimorchio di cui al comma 1 destinato alla demolizione può altresì consegnarlo ai concessionari o alle succursali delle case costruttrici per la consegna successiva ai centri di cui al comma 1, qualora intenda cedere il predetto veicolo o rimorchio per acquistarne un altro.”

Tali obblighi, volti a prevenire l’abbandono di veicoli fuori uso, nonché la dispersione dei componenti pericolosi nell’ambiente, impongono ai detentori (proprietari o cessionari) dei veicoli di seguire percorsi definiti nella loro gestione, al di fuori dei quali la bonifica non può ritenersi conclusa e garantita.

Pertanto, a nostro parere, i veicoli fuori uso che non siano stati gestiti secondo le modalità sopraindicate sono da considerarsi non bonificati, con la conseguente attribuzione del codice pericoloso: 16 01 04* - veicoli fuori uso.

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