Rifiuti abbandonati in un sito industriale: obblighi del curatore fallimentare

(a cura dello Studio Librici)

Il curatore fallimentare di un sito industriale nel quale sono presenti rifiuti abbandonati mantiene gli obblighi di ripristino e di smaltimento dei rifiuti di cui all’art. 192 d.lgs. n. 152/2006 cui era tenuta la società fallita e i relativi costi gravano sulla massa fallimentare.

In tal senso si è pronunciato il Consiglio di Stato - con la sentenza 26 gennaio 2021, n. 3 - sulla questione posta all’esame dell’Adunanza plenaria al fine di stabilire se, a seguito della dichiarazione di fallimento, perdano giuridica rilevanza gli obblighi cui era tenuta la società fallita ai sensi dell’art. 192 sopra indicato.

L’Adunanza ritiene, infatti, che la posizione di detentore dei rifiuti, acquisita dal curatore dal momento della dichiarazione del fallimento dell’impresa, comporti la sua legittimazione passiva all’ordine di rimozione.

La responsabilità alla rimozione è connessa alla qualifica di detentore acquisita dal curatore fallimentare non in riferimento ai rifiuti, ma in virtù della detenzione del bene immobile inquinato su cui i rifiuti insistono e che, per esigenze di tutela ambientale e di rispetto della normativa nazionale e comunitaria, devono essere smaltiti.

 

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