• Utilizzazione agronomica del digestato equiparato

    Utilizzazione agronomica del digestato equiparato

    (a cura dello Studio Librici)

    Con il comma 527 dell’art. 1 della legge di bilancio 27 dicembre 2020, n. 169, viene modificato il decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali 25 febbraio 2016, pubblicato nel s.o. della GURI n. 90 del 18 aprile 2016, recante criteri e norme tecniche generali per la disciplina regionale dell’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento e delle acque reflue, nonché per la produzione e l’utilizzazione agronomica del digestato.

    In particolare  

    a) all’art. 3,  è inserita la nuova definizione: o-bis) “digestato equiparato”: prodotto ottenuto dalla digestione anaerobica di sostanze e materiali di cui agli articoli 27 e 29 in ingresso in impianti di produzione di energia elettrica alimentati a biogas e facenti parte del ciclo produttivo di una impresa agricola che, conformemente alle disposizioni per la cessazione della qualifica di rifiuto di cui all’articolo 184-ter del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, rispetti i requisiti e le caratteristiche stabiliti per i prodotti ad azione sul suolo di origine chimica; e

    b) al titolo IV, dopo il capo IV è inserito il  capo IV-bis relativo all’utilizzazione agronomica del digestato equiparatocontenente i seguenti articoli

    art. 31-bis. – (Condizioni di equiparabilità) – 1. Sono condizioni di equiparabilità del digestato ai prodotti ad azione sul suolo di origine chimica:

    a) una percentuale di azoto ammoniacale su azoto totale superiore al 70 per cento;

    b) un livello di efficienza di impiego superiore all’80 per cento rispetto alle condizioni di utilizzo;

    c) un’idonea copertura dei contenitori di stoccaggio e della frazione liquida ottenuta dalla separazione;

    d) una distribuzione in campo con sistemi a bassa emissività;

    e) un utilizzo di sistemi di tracciabilità della distribuzione con sistemi GPS.

    Art. 31-ter. – (Modalità di utilizzo) – 1. Al fine di risanare le zone vulnerabili dall’inquinamento da nitrati, la quantità di apporto del digestato equiparato non deve, in ogni caso, determinare la presenza di tenori in azoto superiori a quelli ammessi per ogni singola coltura.

    2. Le regioni e le provincie autonome di Trento e di Bolzano possono disporre l’applicazione del digestato equiparato anche nei mesi invernali in relazione agli specifici andamenti meteorologici locali, agli effetti sulle colture e alle condizioni di praticabilità dei suoli, da escludersi nelle zone vulnerabili.

    Art. 31-quater. – (Controlli) – 1. L’utilizzazione agronomica del digestato equiparato è subordinata all’esecuzione di almeno due analisi chimiche che dimostrino il rispetto delle caratteristiche dichiarate, da trasmettere, a cura dell’interessato, alla competente autorità regionale o provinciale.

    2. Le analisi di cui al comma 1 sono svolte dai laboratori di analisi competenti a prestare i servizi necessari per verificare la conformità dei prodotti di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 29 aprile 2010, n. 75, e sono sottoposti al controllo del Dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari ».

    La modifica origina dalle disposizioni dell’art. 52 comma 2-bis del D.L. n.83/2012 (misure urgenti per la crescita del Paese), convertito con modificazioni nella legge  n. 134/2012. Esse, infatti, individuano come sottoprodotto, ai sensi dell’art. 184 bis del D. Lgs. N. 152/2006, il digestato ottenuto dalla digestione anaerobica di effluenti di allevamento, di  residui di origine vegetale, di residui delle trasformazioni o delle valorizzazioni delle produzioni vegetali effettuate dall'agro-industria, conferiti come sottoprodotti in impianti aziendali o interaziendali ed utilizzato ai fini agronomici,  e prevedono l’emanazione di un decreto del  Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il Ministero dell'ambiente, nel quale siano definite, anche, le caratteristiche e le  modalità  di  impiego del digestato equiparabile, per quanto attiene agli effetti fertilizzanti e all'efficienza di uso, ai concimi di origine chimica.

    Il digestato equiparato ai prodotti ad azione sul suolo di origine chimica ossia ai concimi chimici, secondo la definizione suddetta, è ottenuto dalla digestione anaerobica di sostanze e materiali di cui agli articoli 27 e 29 (del D.M. 25/02/2016) in ingresso in impianti di produzione di energia elettrica alimentati a biogas e facenti parte del ciclo produttivo di una impresa agricola.

     A tal riguardo è da notare che l’art. 27(produzione del digestato agrozootecnico) non individua le sostanze ed i materiali da utilizzare bensì le modalità di esercizio degli impianti di produzione e le caratteristiche di qualità del digestato; l’art. 29(utilizzazione del digestato agroindustriale), invece, indica, al comma 1, le sostanze ed i materiali in ingresso agli impianti per la produzione del digestato agroindustriale utilizzabile come sottoprodotto a fini agronomici e, ai commi 2 e 3, l’esclusione dall’utilizzo agronomico e dalla qualifica di sottoprodotto del digestato ottenuto con materiali e sostanze non conformi o diversi da quelli prescritti e la qualificazione dello stesso come rifiuto, con i conseguenti obblighi gestionali ed autorizzativi ai sensi della parte IV del d. lgs. n. 152/2006.

    Sembrerebbe, quindi, che la definizione di "digestato equiparato" si riferisca al prodotto ottenuto dal recupero del digestato agrozootecnico e del digestato agroindustriale, già rifiuti, in impianti di produzione di energia elettrica, inseriti nel ciclo produttivo di imprese agricole, a seguito del quale, in conformità del disposto dell’art. 184-ter del D. Lgs. n. 152/2006, opererebbe la cessazione della qualifica di rifiuto nel rispetto delle condizioni di equiparabilità introdotte nel D.M. 25/02/2016 dall’art. 31-bis sopraindicato.

    Tuttavia è verosimile, a nostro avviso, che il riferimento alla digestione anaerobica di sostanze e materiali di cui agli articoli 27 e 29,nella definizionedi digestato equiparato,riguardi le sostanze ed i materiali indicati nell’art. 22 comma 3 del D.M. 25/02/2016 per la produzione del digestato agrozootecnico e del digestato agroindustriale destinati all’utilizzazione agronomica, vale a dire le sostanze ed i materiali originari, non sottoposti già a digestione anaerobica, in quanto più adatti alla produzione di biogas.

    Pertanto, al fine di evitare equivoche interpretazioni della norma in questione, sarebbe auspicabile un chiarimento del Ministero competente.

    Ovviamente, per il digestato equiparato, il rispetto delle condizioni di equiparabilità e di utilizzo agronomico contenute nel decreto ministeriale costituiscono requisito indispensabile per la qualificazione dello stesso come prodotto, diversamente esso assumerebbe la qualifica di rifiuto con i conseguenti obblighi gestionali ed autorizzativi previsti dal D. Lgs. n. 152/2006.

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